Sono seduta davanti alla mia finestra luminosa preferita (il mio pc) e ricordo,
affiorano così sensazioni miste e inconsuete.
Stasera tornavo dal lavoro, la bocca sbuffava vapore per il freddo. Guidavo e c’era neve fresca sull’asfalto, le ruote scivolavano al solo accelerare ed io ero spaventata.
Pensavo alla Ele che mi aspettava a casa,e poi a tutte le famiglie che attendono i loro cari dal loro ritorno quotidiano, quello che ci porta fuori casa tutti i giorni per garantire pace e stabilità alla famiglia.
Come vecchi ed esperti cavalieri torniamo da battaglie consumate a colpi di sorrisi, di strette di mani e di denti, ormai ebbri di quella miscela di frustrazione noia e fatica…
Guidavo e avevo gli occhi sulla strada. Precisamente sui fanali rossi di chi mi precedeva,ed ero ansiosa, il piede in allerta e due chiacchiere simpatiche con la mia collega preferita facevano pensare”tranquilla sei al sicuro , ti porterò a casa intera”.
Anche lei era spaventata da una nevicata che sa di Natale anticipato, di voglia di stare a casa a preparare cioccolato caldo che poi toglierò con l’indice dalla punta del naso della Ele…
Stà arrivando il Natale ragazzi, e lo so che per molti è solo una palla, una ricorrenza che impone dei riti, come andare a trovare i parenti, ma non per me!
Io adesso sono a casa al sicuro, tra riflessi di sfere di vetro e aghi di pino sintetico,
e sono felice!
Perché per me, è Natale anche oggi
ho la sensazione che stavolta avresti potuto continuare a parlare qui per ore… anche se ti è sembrato di dire tutto…
e allora, riflessa in queste tue sfere di vetro, ti vedo e continuo ad ascoltarti…
(e non mi faccio fregare, perchè voglio tre sorrisi, e non tre faccine…)
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